Fiori di bach e Archetipi Planetari


GLI ARCHETIPI

La parola archetipo significa immagine originaria, modello originario, dal greco archè, origine, principio e typos, modello, marchio, esemplare. Platone sosteneva l’esistenza di Idee originali (archetipi) da cui derivano tutte le altre idee e le cose materiali, Idee che si trovano nella mente degli Dei già prima della creazione del mondo e perciò precedono l’esperienza.

Secondo Carl Gustav Jung[1] gli archetipi sono principi “universali e immutabili appartenenti all'inconscio collettivo che è condiviso da tutti, sono transpersonali e non partecipano al Tempo storico dell'individuo, ma al Tempo della specie”.

Gli archetipi sono modelli di comportamento inconsci, istintuali, da sempre presenti in ogni essere umano, vivono dentro di noi e influenzano la nostra azione.

L’insieme degli Archetipi costituisce quello che Jung chiama “inconscio collettivo”: la somma delle esperienze della specie umana che tramandiamo di generazione in generazione inconsapevolmente.



Infatti, gli archetipi sono immagini interiori che agiscono attivamente sulla psiche umana operando una progressiva evoluzione della personalità, così come le strutture biologiche promuovono il metabolismo e lo sviluppo fisico. Essi sono integrati visivamente attraverso i simboli e uditivamente attraverso storie e miti. Ogni stadio della vita è scandito dall'attivazione di precisi archetipi: i momenti di cambiamento, di trasformazione interiore, di morte psicologica di una parte di noi, sono un passaggio dall'influenza di un archetipo ad un altro e, spesso, coincidono con le fasi decisive della vita, con i cambiamenti importanti. Ecco quindi che la nascita, la morte, l'infanzia la vecchiaia, l'adolescenza, la maturità ed ogni aspetto della nostra vita possono essere portati alla consapevolezza, esplorati, vissuti e realizzati grazie al supporto degli archetipi.

Poiché queste qualità vivono in noi, è importante essere consapevoli delle loro dinamiche, del modo in cui creano i nostri stati d’animo e i nostri comportamenti. Occorre imparare a individuare gli archetipi dominanti in noi, quelli più influenti e quelli che necessitano di essere “coltivati”, portando in luce quella parte che non accettiamo e che neghiamo per approfondirla coscientemente.

“Ciò che non conosciamo ci possiede,

nel momento in cui un Archetipo non è riconosciuto

si impossessa di noi esercitando il suo dominio dalle profondità dell’inconscio”

Carl Jung

GLI ARCHETIPI e LE PIANTE

Fin dall'antichità i medici, utilizzando le piante come forma di cura, avevano compreso che ci fosse una similitudine tra alcune caratteristiche del mondo vegetale come ad esempio la forma, il colore, il modo in cui le piante si relazionano tra di loro con alcuni organi del corpo umano, studiandone così il funzionamento. In seguito Paracelso introdusse il termine segnatura (Signatura Rerum) una filosofia spirituale che si basa sull'esistenza di un' impronta divina all'interno delle piante con il fine di curare tutto ciò che è umano.

ogni essere che si trova nell'universo, secondo la sua natura e costituzione, contribuisce alla formazione dell'universo stesso, col suo agire e con il suo patire, nella stessa maniera in cui ciascuna parte del singolo animale, in ragione della sua naturale costituzione, coopera con l'organismo nel suo intero, rendendo quel servizio che compete al suo ruolo e alla sua funzione. Ogni parte, inoltre, dà del suo e riceve dalle altre, per quanto la sua natura recettiva lo consenta".

Plotino

Con queste parole è possibile avvicinarsi maggiormente alla visione che gli antichi avevano del mondo: una corrispondenza tra tutte le cose, perché la Natura è un unico organismo vivente, costituito da più parti, che hanno funzioni diverse, così come è anche il corpo umano.

Dagli astri agli animali, dalle piante alle pietre, dai comportamenti umani agli organi del corpo esiste un legame, segnato appunto da un’impronta o “firma”, che vincola tra loro gli esseri appartenenti alla stessa natura o con funzioni simili. Per questa ragione una pianta con caratteristiche riconducibili a organi e qualità umane può essere di supporto e riequilibrare la persona nella sua totalità. A differenza di oggi non vi era una conoscenza sulla composizione chimica delle piante e di conseguenza gli strumenti utilizzati per individuarle erano l'osservazione, l'analogia con il corpo e l'intuizione. Molti studiosi hanno applicato queste metodologie; uno tra questi fu proprio Edward Bach che si concentrò principalmente sui fiori poiché riteneva contenessero l'intero ciclo della pianta. Il seme germina nella terra, radica e cresce grazie all'acqua e protende verso il sole creando infine il fiore, contenitore di tutte le informazioni del processo e massima espressione della sua vitalità, che con la sua morte permette l'inizio di un nuovo ciclo. Infatti i fiori mostrano l'insieme, l'unità, la pianta nella sua profondità e per analogia ci insegnano a vedere l'essere umano come un intero, connesso con le leggi naturali e con il cosmo.



I FIORI DI BACH

"La malattia non è un crudeltà e nemmeno un castigo,ma unicamente un correttivo: lo strumento di cui si serve la nostra Anima (l'Io Superiore) per indicarci i nostri errori, per impedirci di commetterne altri, combinando così nuovi guai, e per riportarci sulla via della Verità e della Luce, dalla quale non avremmo mai dovuto allontanarci"

(E. Bach)

Edward Bach, scopritore dei suddetti Fiori di Bach, sosteneva che la natura ci dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere in buona salute sia nel corpo che nello spirito. Secondo lo studioso ognuno di noi nasce con una qualità, una specifica virtù più sviluppata delle altre: il coraggio, la decisione, la volontà, la capacità di relazionarsi, la creatività, la natura amorevole, la sensibilità. Se, per fattori esterni o condizionamenti, queste potenzialità non riescono a esprimersi, può crearsi un “ingorgo” energetico che le trasforma in debolezze, in difetti. Secondo la visione di Bach, per capire la malattia bisogna capire la natura della vita umana, comprendendo che il corpo è l'ultimo step della malattia, e che essa proviene da aspetti profondi del corpo spirituale. Infatti ciò che genera la malattia è proprio il conflitto interiore tra la personalità e il sé superiore, quando si smette di seguire i dettami della nostra anima si vive in un modo che non ci appartiene e questo ci porterà a subirne le conseguenze. Quello che possiamo imparare attraverso la malattia è proprio la nostra via di guarigione, la nostra strada verso il cambiamento, poiché essa non è altro che un messaggio inviato dall'anima per aiutarci a comprendere e ad evolvere. Bach sosteneva che una vera terapia debba sciogliere quei nodi e quelle barriere mentali che ingabbiano lo spirito in dolorosi atteggiamenti, per espandere la sua capacità di comprendere la realtà delle cose, sentire i propri bisogni e perseguire la via che più gli appartiene. Non c'è vera guarigione senza una alterazione profonda dell'animo, senza una crescita interiore, senza un rinnovamento del modo di vedere e di sentire. Solo in seguito a queste trasformazioni i sintomi di una malattia diventeranno inutili e questa scomparirà.

I RIMEDI:

I Fiori di Bach aiutano ad apprendere la lezione secondo la via dell'amore e dell'armonia, mitigando la sofferenza, perché ristabiliscono il contatto e la comunicazione tra il nostro Se superiore e la Personalità, eliminando le barriere che non ci fanno vedere il cammino giusto per noi. Inoltre nel somministrare i fiori è importante scoprire quale sia il fiore tipologico, ovvero la personalità che ci viene assegnata alla nascita e alla quale si accompagnano un difetto da superare e una virtù da sviluppare. Ecco quindi che il rimedio vibrazionale permette alla persona di andare a sostenere ed equilibrare le qualità positive di partenza cercando di liberare il flusso energetico bloccato e di portare la persona ad un'armonizzazione fisica, emotiva e spirituale. Dal mio personalissimo punto di vista credo che lo studio di questi fiori, e quindi delle personalità che rappresentano, possa essere uno strumento molto utile per conoscere meglio se stessi e per aprirsi ad una comprensione più profonda dell'altro, iniziando ad avere relazioni basate sull'empatia e l'accettazione delle diversità altrui. In questo articolo non approfondiremo tutti i fiori ma solo quelli collegati ai segni zodiacali.


L'ASTROLOGIA

ARCHETIPI e IL LINGUAGGIO DEL CIELO

In astrologia troviamo il termine “segno” zodiacale inteso con il significato comune di “qualcosa che sta per qualcos’altro, al posto di qualcos’altro”. Nella teoria semiotica il segno è in realtà un'entità complessa, in quanto è un sistema composto da elementi: per funzionare, deve esserci una forma e un contenuto ( suono, concetto, elemento grafico, oggetto materiale..) che rimanda ad un “significato” interpretabile. Quindi, si potrebbe dire che, parlando di segni zodiacali, ci si riferisca ad un contenuto simbolico e archetipico, che ha come referente l'uomo. Essi non coincidono esattamente con le costellazioni zodiacali: elementi dell’Astronomia costituiti da insiemi di stelle, che dal punto di vista della Terra sembrano vicine tra loro e che in passato hanno suggerito similitudini o accostamenti ad animali e divinità. I Segni invece appartengono all’Astrologia, e sono da intendersi come insiemi di significati, simboli e contenuti archetipici. Ad esempio, se si parla della costellazione di Toro, ci si riferisce al gruppo di stelle visibili nel cielo, mentre parlando del Segno di Toro ci si riferisce a un periodo dell’anno e alle caratteristiche che assume in quel periodo la vita sulla Terra, il ciclo della natura e della vegetazione, le abitudini degli animali. Il segno zodiacale porta un significato astratto, simbolico, archetipico, appunto, che si basa sull’esperienza “terrestre”, ma ha ben poco a che vedere con le stelle che compongono le costellazioni.


LO ZODIACO

Il termine Zodiaco deriva dal greco zòon: “vita”, diminutivo zoodion: “ ciò che è di natura animale” e odòs, “strada, percorso”, e significa "strada degli animali", ma anche "ciclo della vita".

Si riferisce astronomicamente a una porzione della volta celeste, ovvero a una fascia circolare parallela all'equatore con una circonferenza di 360° e un’ampiezza di circa 17°. È attraversato dall'Eclittica, la linea circolare che rappresenta il percorso apparente che il Sole compie in un anno rispetto allo sfondo della sfera celeste, ovvero una sfera immaginaria di raggio arbitrario sulla cui superficie sono proiettati tutti gli astri, che forma l’equatore celeste.

Tutti i pianeti osservati e osservabili dalla Terra, si muovono all'interno di questa fascia. I Segni zodiacali sono le 12 sezioni in cui è diviso lo Zodiaco, e misurano 30° ciascuno e prendono il nome dalle Costellazioni che fanno parte dello zodiaco, rappresentando le forze e le qualità che incidono sulla terra in quella porzione di tempo.





Lo studio del cielo è una disciplina che viene praticata da migliaia di anni; inizialmente veniva semplicemente osservato il cielo ed i suoi movimenti così come il funzionamento di tutto ciò che circondava l'essere umano ovvero i fenomeni naturali ( i cicli delle colture, le eruzioni vulcaniche, le maree, il susseguirsi del giorno e della notte...). Nell'antichità l'osservazione delle forme e delle qualità attraverso cui tutto si esprime in torno a noi era un modo per poter studiare le diverse componenti fisiche, animiche e mentali di cui l'essere umano è costituito. Questo processo conoscitivo si definisce analogia ovvero un rapporto di somiglianza tra due fenomeni apparentemente differenti ma che svolgono una stessa funzione o che portano delle qualità elementari simili: “Rapporto di somiglianza tra due oggetti, tale che dall’eguaglianza o somiglianza constatata tra alcuni elementi di tali oggetti si possa dedurre l’eguaglianza o somiglianza anche di tutti gli altri loro elementi” ( Treccani).

Secondo questa visione si accetta l'idea che il sistema solare con il movimento dei pianeti possa quindi interagire con l'essere umano alla nascita e durante il percorso di vita, imprimendo una prima impronta energetica detta segnatura.

Il percorso dello zodiaco rappresenta ciò che di più simile possiamo trovare al percorso della nostra vita, con la nascita, le varie fasi della vita e la morte. Questo ciclo è formato da diverse fasi e così come le possiamo riscontrare in noi, le ritroviamo nel cielo, nel susseguirsi dei pianeti e delle loro qualità. Proprio perché quest'analogia funziona tra cielo e uomo, si può riportare a qualsiasi ambito della vita, in dimensione più piccola ogni cosa segue questo ciclo.

Purtroppo col passare degli anni questa visione è stata quasi dimenticata e l'uomo vive sulla terra come se niente fosse connesso, come se il cielo lontano fosse qualcosa di separato da lui. Gli uomini purtroppo non danno più importanza agli insegnamenti della natura e questo gli impedisce di poter assimilare delle conoscenze profonde riguardanti se stessi e chi li circonda. Questa tendenza ha generato dualità, sconnessione dalla natura e quindi da noi stessi, e sta portando l'umanità ad un disequilibrio fisico, emotivo e spirituale, sempre più comune. Reputo infatti, che il lavoro applicato da tutti gli operatori nel campo del riequilibrio e della cura, sia di rilevante importanza ai giorni d'oggi e che ognuno di noi abbia la responsabilità di informare e propagare queste informazioni.




I FIORI DI BACH E L'ASROLOGIA:


L'utilizzo dell'astrologia come mezzo diagnostico risale a migliaia di anni fa, infatti in passato era necessario conoscere l'Astronomia per poter diventare medici. I profili di personalità e le implicazioni psicologiche correlate a ciascuna malattia che, solo di recente, sono stati riportati in luce dai medici e dagli psicologi moderni, sono concetti propri dell’Astrologia e di tutte le scienze occulte, noti agli astrologi, metafisici e ai guaritori spirituali da centinaia di anni. Queste arti occulte e scienze psichiche da sempre hanno compreso la relazione unica che esiste fra ogni persona e l’Universo. La visione di Bach rispecchiava perfettamente queste antiche arti occulte:“La nostra personalità la conosciamo dalla posizione della Luna natale al momento della nascita, mentre i pericoli rappresentati dalle interferenze sono indicati dai pianeti” ( Edward Bach). Infatti egli confrontò il significato simbolico-archetipico dei segni e dei pianeti con la descrizione che aveva fatto dei Guaritori, identificando precise tipologie caratteriali; fu però, l'astrologo Peter Damian, a riprendere ed approfondire questo tema, arricchendolo e pubblicandolo nel suo libro Astrologia e Floriterapia di Bach. Questi creò un vero e proprio metodo di cura attraverso il consulto astrologico del tema natale.


VIAGGIO NELLA RUOTA DEL CIELO

ARIETE:

Ariete è il primo segno dello zodiaco ed è collegato alla primavera e al pianeta Marte, Dio della forza, della risolutezza, della concretezza e del sacrificio, che porta con se la determinazione e la lotta. Ariete rappresenta l'inizio di ogni ciclo, il principio vitale, la nascita, l'entusiasmo iniziale per le cose, la determinazione e la speranza. E' dunque una qualità istintiva e impulsiva, che si esprime attraverso lo slancio, l’azione immediata e diretta, senza considerarne le conseguenze o il risultato. Ariete infatti rappresenta la volontà egoica, ovvero “io voglio” ( volontà del corpo), l'avere, caratteristica del bambino che egoisticamente richiede alla mamma di soddisfare qualsiasi bisogno lui abbia. In Ariete troviamo qualità istintive come l'impetuosità, la foga, la forza d'animo, le quali, in disequilibrio, possono portare la persona ad essere in uno stato di estremo impulso senza riuscire a costruire, poiché priva di umiltà e di pazienza per l'altro, come se nell'atto di nutrire sé stessa vedesse l'altro individuo come un rivale e la vita seta come una sfida.

FIORE:

Impatiens (Balsamina), è una pianta erbacea originaria dell'Himalaya importata in Europa come pianta ornamentale e considerata infestante, infatti cresce molto rapidamente e si riproduce aprendo bruscamente i suoi frutti che lasciano a distanza i semi grazie ad una innata forza esplosiva.

È una pianta che vuole crescere e occupare più posto possibile, è veloce ed impaziente, raccoglie più acqua di quella che ha bisogno mostrandoci la sua esagerazione e il suo bisogno egoico. Impazienza, impulsività, ritmo accelerato, urgenza, irritabilità, dovuta a tensione fisica e mentale, sono le caratteristiche della personalità Impatiens, caratteristiche associabili alle qualità di Ariete. Il rimedio, dunque, che identifica un certo tipo di personalità o di atteggiamento caratteriale contiene allo stesso tempo l’informazione energetica positiva per ristabilire l’equilibrio che verrà manifestato con la calma, la sicurezza, la forza interiore, l'efficienza.


TORO:

All’Ariete maschile, simbolo dell’energia vitale, segue il Toro, segno di Terra, collegato al pianeta Venere, che si identifica col potere femminile, con la procreazione e l’appagamento dei sensi attraverso il contatto fisico col mondo materiale. In toro abbiamo le qualità dell'integrazione, della sensibilità e affettività e della disponibilità all'accoglimento e della seduzione. In Toro si mantiene la volontà di Ariete pur frenandone lo slancio, per offrire nutrimento e sostegno alla vita, per integrare ciò che si è scoperto, ed è quindi simbolo di abbondanza, fecondità ed esistenza.

In disfunzione la persona mostrerebbe difficoltà nel raggiungimento di uno scopo e nella direzione da dargli, basandosi soltanto sulla ricerca e la soddisfazione dei piaceri materiali. Ciò può sviluppare il senso del possesso, l’attaccamento a cose o persone e quindi la paura di perderle, ma, cosa ancor più grave, far dipendere la propria realizzazione dalla quantità di beni accumulati, da cui non può che derivare un senso perenne di mancanza, di continua frustrazione, e quindi di pessimismo e di sfiducia, laddove non si riescano a soddisfare i bisogni.

FIORE:

Gentian (Genziana), è una pianta erbacea che cresce nei prati delle zone montane. I suoi fiori si aprono e chiudono in base al clima, se c'è il sole si aprono se invece piove o fa freddo restano chiusi. Se le manca acqua appassisce velocemente e ci mette tanto tempo per riacquistare vigore, cresce lentamente e in condizioni difficili. Vediamo infatti che la personalità Gentian è fragile, depressa, pessimista; è una persona incastrata nel limite piuttosto che nella possibilità, che interrompe facilmente ciò che comincia se i risultati non soddisfano rapidamente le sue aspettative, una personalità critica con la società, negativa. In Gentian prevale il piano mentale su quello emotivo, per la necessità di proteggersi da delusioni e ferite, tant'è che arriva facilmente a condizionare ciò che vive predicendo sfortune che poi si avverano. I sintomi vanno dalla depressione per causa nota (perdita del lavoro, malattia, separazione affettiva...) a ripercussioni sul piano fisico con disturbi del sonno, cattiva digestione, gastrite. Il rimedio serve a recuperare l’innato ottimismo, la fede, a scoprire il lato positivo delle difficoltà come occasione di crescita e di elevazione per lo spirito, che, soprattutto in questo tipo di personalità, deve confrontarsi dolorosamente con gli attaccamenti e le necessità del corpo fisico. Porta fiducia e quindi aiuta ad uscire da uno stato depressivo o di semplice insoddisfazione causato da ostacoli o contrattempi, che, nel corso del vita, possono impedire o ritardare il raggiungimento delle proprie mete.


GEMELLI:

L’energia stabilizzata e resa produttiva dal Toro viene rimessa in movimento dal segno dei Gemelli, che si esprime nella relazione con l’ambiente circostante attraverso lo scambio di informazioni. Gemelli è un segno d'aria (leggerezza ed essenza della vita) ed è domicilio di Mercurio, Dio dell'intelletto e della velocità di pensiero, della dialettica e del senso critico.

In gemelli troviamo la relazione, lo scambio, la comunicazione, il linguaggio, lo stupore e la scoperta. Il bambino che prima chiedeva di soddisfare i sui bisogni (ariete), impara poi la relazione con la materia (toro), per arrivare in questa fase dove incomincia a relazionarsi con l'altro, inizia a comunicare e scambiare. Vediamo che in questo segno si acquisisce la disponibilità all'ascolto, un inizio verso la coscienza di sé, verso un individuo in grado di rispondere, proporre, interagire con se stesso e l'esterno attraverso l'utilizzo del linguaggio. Se questa fase non viene superata la persona rimane in uno stato di superficialità e di proiezione verso l'esterno, suggestionabile, in uno stato di continua curiosità per tutto, senza riuscire ad essere costante e ad approfondire. La mancanza dell'assimilazione delle qualità di gemelli non permette di costruire quelle che seguono.

FIORE:

Cerato (Piombaggine), è una pianta asiatica importata in Europa agli inizi del '900. Si adatta facilmente al clima del luogo in cui cresce ma rispetto alle altre piante fatica a sopravvivere in natura. La pianta è inodore e si espande in maniera casuale e dispersiva verso l'esterno; il suoi rami, fiori e foglie crescono cambiando continuamente colore in base, anche, alle condizioni esterne. Vediamo quindi una personalità incerta, dispersiva, facilmente influenzabile, con poca fiducia in se e nelle proprie capacità, direzionata verso l'altro e dipendente dalla sua opinione. E' perennemente alla ricerca del senso delle cose ma lo cerca all'esterno, senza accorgersi di avere dentro di sé una grande saggezza con la quale non è in contatto. Il rimedio infatti è detto anche “fiore della spiritualità” ed aiuta a recuperare fiducia nelle proprie capacità innate, a seguire le proprie intuizioni senza disperdere energia seguendo l'indicazione degli altri, con la possibilità di sbagliare e di imparare. Aiuta a trovare lucidità mentale, chiarezza e concentrazione, qualità estremamente connesse con Gemelli.


CANCRO:

Dall’apertura e dall’estroversione dei Gemelli si passa al raccoglimento e all’intimità di Cancro, segno d'acqua e domicilio di Luna, Dea della maternità, dell'accudimento, della riflessività, dell'immaginazione e della mutevolezza. In Cancro troviamo l'interiorizzazione delle informazioni e degli input raccolti in Gemelli, che in questa fase vengono filtrati ed elaborati attraverso una “gestazione”, per poi produrre dei frutti. In questo segno si acquisisce la sensibilità, la capacità di ascoltare a accudire gli altri e se stessi, diventando compassionevoli e accoglienti. Troviamo anche gli ambiti legati al nutrimento di sé o del progetto che si sta portando a compimento (progetto lavorativo, figlio, creazione di qualsiasi genere).

Se da un lato troviamo l'empatia, il senso materno e protettivo, dall’altro, in disequilibrio troviamo l'indolenza, l'autoindulgenza, l'eccesso di immaginazione, lo scarso senso di responsabilità, la mancanza di senso pratico e infine l'incapacità ad accudire e ad accudirsi: una sorta di infantilità che lascia la persona in un mondo di favole, vittima della difficoltà di chiedere aiuto o di riuscire a darlo con gioia e dedizione.

FIORE:

Clematis (Clematide), è una pianta perenne della famiglia delle Ranuncolacee, in Italia si trova su tutto il territorio fino a 1300 metri di altitudine. È una pianta infestante che crea dei grovigli inestricabili che soffocano la vegetazione arborea circostante. Il fiore non ha molti petali (aspetto emotivo) ed ha un profumo delicato di vaniglia; i frutti sono piccoli acheni scuri che terminano con un'estremità piumosa e quasi inconsistente che nell'insieme formano dei batuffoli dalle sembianze di piccole nuvolette bianche.

I rami crescono senza una propria struttura e cercano altre piante a cui appoggiarsi; è una pianta velenosa ed irritante per la pelle. Vediamo quindi una personalità “tra le nuvole”, apparentemente superficiale e dispersiva. Un Clematis appare indifferente, sconnesso dalle emozioni e da tutte le componenti materiali delle essere umano, è un artista che vive nel proprio mondo rifugiandosi in una dimensione fantastica ed irreale che può portarlo ad assentarsi, perdendo interesse per la vita e manifestando una serie di sintomi, quali mancanza di vitalità, distrazione, indifferenza, difficoltà a riprendersi dopo una malattia. Questo fiore aiuta infatti a sviluppare quelle caratteristiche che anche nel segno di Cancro troviamo come forze potenziali, ovvero imparare a prendersi cura di se e degli altri dando il proprio contributo e rimanendo presente, recuperando il contatto con la realtà, conciliando il sogno e l’immaginazione con il vissuto giornaliero.

Questo fiore è compreso nel “rimedio d’emergenza” di Bach o Rescue remedy, perché può servire nei casi di svenimento o di perdita di coscienza a seguito di incidenti, in quanto riesce a ristabilire il collegamento energetico tra il corpo fisico e quello eterico.


LEONE:

Alla fase della gestazione materna, lunare del Cancro segue la fase paterna, solare del Leone, in cui si manifesta la nascita dell’individualità. Leone è domicilio di Sole, Dio della preveggenza, della conoscenza, della centralità, della vitalità e leggerezza del cuore, simbolo di regalità, forza interiore ed equilibrio tra dentro di noi e fuori. In leone vengo infatti espresse a pieno le sue qualità più profonde, troviamo infatti la volontà dell'anima “io esisto”, l'affermazione della propria identità, la creatività in tutti i sensi, la gioia e il concetto di desiderio. Tutte queste qualità possono diventare difetti se non vengono messe generosamente al servizio degli altri, ma imposte per ottenere consenso e riconoscimento. La lezione del segno di Leone è quella di imparare a gestire e controllare l’energia di cui si dispone in senso creativo e non coercitivo, irradiando luce proporzionata alla capacità di accoglierla, ed evitando il rischio di fare “terra bruciata” intorno a sé a causa di comportamenti presuntuosi che possono portare a inevitabili frustrazioni e sofferenze.

FIORE:

Vervain (Verbena), è una pianta erbacea perenne che cresce un po' ovunque e passa inosservata tra le piante spontanee. Ha dei piccoli fiori rosa inodore che si estendono in infiorescenze a spiga e si aprono progressivamente nell'arco di tutta l'estate.

I suoi frutti sono capsule resistenti con quattro semi all'interno che cadono ai piedi della pianta e germogliano anche nei terreni più duri e sassosi. L'unico modo che la pianta ha di portare i suoi semi lontano da lei è attraverso gli animali che passando li raccolgono con il pelo e li trasportano lontano. Cresce ricoprendo vaste aree di terreno creando spazio per i nuovi germogli e impedendo ad altre piante di soffocarli. Il tronco e le radici sono forti e stabili mentre i rami superiori e i fiori morbidi e flessibili.

La personalità Vervain identifica una tipologia iperattiva, tesa, fanatica, entusiasta, che può sconfinare nella rigidità mentale, nell’intolleranza, nella incapacità a rilassarsi, e quindi nella dispersione di energia. È idealista e vorrebbe migliorare il mondo, dirigendo tutta la sua energia verso l'esterno, utilizzando la maggior parte delle energie per convincere gli altri della sua idea, piuttosto che per realizzarla veramente. Vediamo qui l'esagerazione, la presunzione di sapere più degli altri e l'impazienza nel raggiungere i propri obbiettivi, un estremo entusiasmo che può trasformarsi in un grosso consumo energetico per la persona e trasformarla nell'archetipo del “missionario”, del “crociato medievale” o del “martire”. Al positivo il rimedio aiuta a sviluppare l’autodisciplina, a utilizzare le proprie energie con amore e rilassatezza, a illuminare gli altri attraverso il proprio fuoco interiore senza essere invadente.


VERGINE:

Per potersi inserire nel contesto sociale è necessario che l’individuo si purifichi dall’egocentrismo, dall’orgoglio e dall’ambizione leonini, mettendo umilmente al servizio degli altri il proprio lavoro, assumendosi obblighi e responsabilità. È questa la lezione che si apprende con Vergine, segno di Terra, domicilio di Mercurio, Dio del senso pratico, della dialettica, della capacità organizzativa e dell'ingegno.

In vergine troviamo la capacità di analizzare, di discernere, di dividere, troviamo la selettività, la razionalità ed il senso critico. Il ragazzo che ha fatto esperienza di se, dell'altro, ha imparato a prendersi cura e a trovare una propria centralità; in questo segno inizia a conoscere la realtà e a farsi una propria idea di ciò che lo circonda, trasforma e rende proprio, assimila ciò che è compatibile con lui e rifiuta ciò che invece non è in grado di trasformare in parti di se, inizia a fare un lavoro di scoperta interiore piuttosto che esteriore. Se in disequilibrio questo ambito la persona potrebbe essere estremamente controllante, ricercare una conferma di se negli altri, avere uno scarso senso critico o essere estremamente analitica. Vediamo quindi la necessità di adattarsi, di fare paziente apprendistato per imparare un mestiere o una professione e, dall’altra, un attitudine al servizio, con il rischio di diventare servile, succube o vittima di personalità autoritarie e dispotiche, annullando se stessa.

FIORE:

Centaury (Centaurea), è una pianta biennale o annuale di origine Eurasiatica che cresce in suoli asciutti, sabbiosi e rocciosi, fino a 1500 m di altezza. Si adatta perfettamente all'ambiente circostante cambiando addirittura la sua altezza in base alle piante che ha intorno.

I fiori crescono tutti da parti diverse della pianta ma arrivano alla stessa altezza creando una specie di ombrellino sopra la pianta per prendere equamente il sole, dal quale dipende completamente la loro apertura. La sua riproduzione dipende solamente dagli insetti. Cresce lentamente e rimane una pianta esile e facilmente calpestabile.

Centaury è un tipo di personalità tranquilla, gentile, sempre disponibile ma debilitata energeticamente, bisognosa di avere accanto una persona forte, alla quale è disposta a sottomettersi pur di non perderla (rapporto vittima-carnefice). Ha scarsa forza di volontà, è facilmente influenzabile, con un esagerato senso del dovere, con delle difficoltà ad imporsi e con la tendenza a rassegnarsi. Queste persone non lottano per la loro libertà e tendono a diventare gli zerbini di altri pur di essere riconosciuti, infatti, il loro blocco sta nell'auto affermazione. Il rimedio vediamo che aiuta a riacquistare il senso della propria identità e dignità, recuperando il contatto perso con la volontà, per decidere, in assoluta libertà, se e quando mettere i propri talenti al servizio degli altri.


BILANCIA:

Il segno successivo è quello di Bilancia, governato dal pianeta Venere, Dea dell'amore e dello scambio affettivo, della seduzione, dell'adattabilità, della grazia e dell'avvenenza. In questo segno vengono rappresentati due piatti della bilancia che rappresentano l’equilibrio, da cui scaturiscono obiettività di giudizio e capacità di valutazione, caratteristiche tipiche dell'aria, segno a cui appartiene. Questo è il momento in cui il sole da fuori inizia ad andare verso dentro (inizio dell'autunno) e infatti troviamo il rispecchiamento interiore, l'inizio di una coscienza di se e di una consapevolezza, la grazia. Se in Vergine si discerne e si riflette con la logica e la razionalità su cosa ci appartiene o meno, in Bilancia si portano a maturazione i significati interiori, si amplia il quadro della realtà in una visione globale. Se in disequilibro questa fase, la persona potrebbe avere la tendenza a considerare i punti di vista e le opinioni altrui su un piano di parità, avendo la necessità di conciliare gli opposti e di inseguire un ideale di armonia, che può causare, al contrario